Tradurre è tradire…

libri-libroAveva davvero ragione Vittorio Sereni, poeta e a sua volta traduttore: “La traduzione non è semplice riscrittura, è una nuova creazione dall’originale”. Tradurre è tradire, dunque, come avrà sperimentato chiunque si sia dedicato almeno una volta nella vita ad una versione, ad una poesia, insomma ad un qualsiasi testo in una lingua straniera.  Ma cosa significa l’espressione – apparentemente paradossale – “creazione dall’originale”? Con essa si intende sintetizzare l’arduo lavoro del traduttore, soprattutto poetico, sempre in bilico fra le esigenze del testo, da non “tradire”, e quelle della lingua in cui vuole trasporre le parole altrui, nonchè diviso fra le necessità di adesione al senso e la volontà di restituire anche i valori formali (la rima, ad esempio) o fonici. Un’impresa davvero titanica, come osservò anche Eugenio Montale, di cui prossimamente vedremo le traduzioni da Shakespeare o Elliot.

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