Articoli marcati con tag ‘Petrarca’

Dal Canzoniere di Petrarca

pastorella
LII   Non al suo amante più Diana piacque (F.Petrarca)

Non al suo amante più Diana piacque,
quando per tal ventura tutta ignuda
la vide in mezzo de le gelide acque,
ch’a me la pastorella alpestra et cruda
posta a bagnar un leggiadretto velo,
ch’a l’aura il vago et biondo capel chiuda,
tal che mi fece, or quand’egli arde ‘l cielo,
tutto tremar d’un amoroso gielo.

Il componimento 52 del Canzoniere petrarchesco si presenta, come si vede, come un madrigale, semplice forma metrica derivata dalla tradizione popolare che consta di 8 versi. Leggi il resto di questo articolo »

I sonetti di Gioacchino Belli

S.P.Q.R.

Quell’esse, pe, ccu, erre, inarberategiuseppe_gioacchino_belli_2

Sur portone de guasi oggni palazzo,

Quelle sò cquattro lettere der cazzo,

Che nun vonno dì ggnente, compitate.

M’aricordo però cche dda regazzo,

Cuanno leggevo a fforza de frustate,

Me le trovavo sempre appiccicate

Drent’in dell’abbeccé ttutte in un mazzo.

Un giorno arfine me te venne l’estro

De dimannanne un po’ la spiegazzione

A ddon Furgenzio ch’era er mi’ maestro.

Ecco che mm’arispose don Furgenzio:

“Ste lettre vonno dì, ssor zomarone,

Soli preti qui rreggneno: e ssilenzio.”

Di chi sono gli irriverenti versi pubblicati qui sopra? Come saprete in molti, appartengono alla produzione poetica di Gioacchino Belli (Roma, 7 settembre 1791- Roma, 21 dicembre 1863), poeta appartenente alle cosiddette “quattro coroncine” con Carlo Porta, Carlo Goldoni e Giovanni Meli, ovvero i poeti “vernacolari” da affiancare alle tre corone nazionali (Dante, Petrarca, Boccaccio). Leggi il resto di questo articolo »