Articoli marcati con tag ‘Charles Baudelaire’

Le due facce della lirica “moderna”

pennaStephane Mallarmè, poeta parigino nato nel 1842, appartiene al cosiddetto “Simbolismo”, quel movimento artistico che, in ambiti diversi, mirò al raggiungimento e all’espressione di una dimensione “altra” rispetto a quella fisica e tangibile. Il discorso poetico di Mallarmè, che come il più giovane Rimbaud è figlio di Baudelaire, si radicalizza però ben presto verso una poesia astratta, che esiste nel solo linguaggio, cifra dell’assoluto. Poesia come mezzo di conoscenza e autenticità, che si serve di una lingua lontana da quella “della Tribù”, alla ricerca della purezza (il che significa, sostanzialmente, distacco del linguaggio dalle cose, o meglio autoconsistenza e autoreferenzialità del linguaggio). Leggi il resto di questo articolo »

Charles Baudelaire, Les Chats

gatti

I fervidi innamorati e gli austeri dotti amano ugualmente nella loro età matura, i gatti possenti e dolci, orgoglio della  casa, come loro freddolosi e sedentari.

Amici della scienza e della voluttà, ricercano il silenzio e l’orrore delle tenebre; l’Erebo li avrebbe presi per funebri corsieri se mai avesse potuto piegare al servaggio la loro fierezza.

Prendono, meditando, i nobili atteggiamenti delle grandi sfingi allungate in fondo a solitudini, che sembrano addormirsi in un sogno senza fine; Leggi il resto di questo articolo »

Charles Baudelaire, Correspondances

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La Natura è un tempio dove incerte parole

mormorano pilastri che son vivi,

una foresta di simboli che l’uomo

attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano

tendono a un’unità profonda e buia

grande come le tenebre o la luce

i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d’un bambino,

vellutati come l’oboe e verdi come i prati,

altri d’una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine – così

l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino

a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

(TRAD. di Giovanni Raboni)
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