Shakespeare’s “Shall I compare thee to a summer’s day?”

shakespearepa_449x600

Shall I compare thee to a Summer’s day?
Thou are more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And Summer’s lease hath all too short a date:
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimm’d;
And every fair from fair sometime declines,
By chance or nature’s changing course untrimm’d:
But thy eternal Summer shall not fade
Nor lose possession of that fair thou ow’st;
Nor shall Death brag thou wander’st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow’st:
So long as men can breathe, or eyes can see,
So long lives this, and this gives life to thee.

TRADUZIONE
Dovrei forse paragonarti ad una giornata d’estate?
Ma tu sei molto più amabile e mite
Venti impetuosi scuotono i dolci boccioli di maggio
E l’estate ha una vita assai breve
A volte il sole splende troppo caldo
e spesso il suo colorito dorato è oscurato
E ogni bellezza a volte si distacca dalla bellezza,
per caso o per il mutevole corso della natura
ma la tua eterna estate non declinerà
non perderai il possesso di quell’eterna bellezza che hai
nè la morte trascinerà la tua magnificenza nella sua ombra
dato che vivrai in questi versi eterni
finchè gli uomini vivranno e gli occhi vedranno
finchè questi versi vivranno e ti daranno vita

Questo sonetto di William Shakespeare, composto probabilmente nel 1599 ma pubblicato solo dieci anni più tardi con altri 150 esemplari, appartiene alla produzione poetica shakespeariana improntata al Petrarchismo, ovvero alla emulazione del modello del Canzoniere di Francesco Petrarca che prospererà fino al 1600. I sonetti, nonostante il loro indubbio valore artistico e la loro originalità, non ebbero grande fortuna, probabilmente perchè sospettati di essere incentrati su un amore omosessuale, sebbene non manchino componimenti dedicati a donne (My mistress’ eyes are nothing like the sun).

Related Posts with Thumbnails

Lascia un Commento