Piero Ciampi, il musicista poeta
Mi sono accostata alla figura di Piero Ciampi solo ieri, complice un servizio al Tg che ne ricordava i 30 anni dalla scomparsa. Ed è stata una rivelazione… Piero Ciampi nacque a Livorno il 28 settembre 1934; sulla sua carta d’identità alla voce professione fece scrivere “musicista”, anche se si considerò sempre un poeta. Guardando ai suoi testi possiamo addirittura parlare di un poeta maledetto, disperato nella vita come nell’arte, sempre sull’orlo della blasfemia e dell’insulto, autore di una “poesia ubriaca” eppure anche intima, che mi ha ricordato, almeno nei componimenti brevi, il modo di scrivere di Vasco Rossi. Le prime occasioni lavorative arrivarono negli anni ’60, dopo gli esordi e i viaggi giovanili, quando Ciampi scrisse molte canzoni per diversi intepreti della canzone italiana; solo in pochi però, fra cui Gino Paoli, ne sostenevano il talento di autore, mentre come interprete non ebbe mai grandi soddisfazioni. La morte, prematura e causata da un cancro, lo raggiunse infine nel 1980. Recentemente diversi artisti hanno reso omaggio ad una autore per molti versi trascurato, per altri volutamente in ombra, viste le difficoltà incontrate nella vita affettiva e personale; fra questi Renato Zero, Zucchero, Morgan, I Mercanti di Liquore, Pierò Pelù, Nada e i Baustelle.
Ecco allora un testo di Piero Ciampi che dà un’idea della sua arte tratto da http://pierociampi.altervista.org/
HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA (Ciampi – Marchetti)
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Ha un carattere melanconico,
beve come un irlandese.
Se incontra un disperato
non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Non gli fa paura niente
tantomeno un prepotente.
Preferisce stare solo
anche se gli costa caro,
non fa alcuna differenza
tra un anno ed una notte,
tra un bacio ed un addio.
Questo è un miserere
senza lacrime.
Questo è il miserere
di chi non ha più illusioni.
Ha tutte le carte in regola
per essere un artista.
Detesta lavorare
intorno a un parassita,
vive male la sua vita
ma lo fa con grande amore.
Ha amato tanto due donne,
erano belle, bionde, alte, snelle,
ma per lui non esistono più.
È perché è solo un artista
che l’hanno preso per un egoista.
La vita è una cosa
che prende, porta e spedisce.

