“Ice” di Anna Kavan

    ice anna kavanCosa accadrebbe se il mondo, in un’epoca non troppo remota, fosse ricoperto dai ghiacci, gli stessi che sembrano aver già raggelato i sentimenti? E’ l’ipotesi catastrofica e metaforica che prospettò la scrittrice Anna Kavan (pseudonimo di Helen Woods) nel 1967, un anno prima della morte per arresto cardiaco a causa del consumo massiccio di droga. Ice, Ghiaccio, in Italia edito da Fanucci Editore, è dunque romanzo fantascientifico (in continuità col Frankestein di Mary Shelley, per alcuni), parabola allucinata e metaforica dell’umanità, opera introspettiva in cui i fiocchi di neve e ghiaccio non starebbero altro che per la “neve” da cui era dipendente la scrittrice e molto altro. Leggi il resto di questo articolo »

    Emily Dickinson, la monaca ribelle

    EmilyDickinson NOTTI SELVAGGE-NOTTI SELVAGGE!
    SE FOSSI CON TE
    NOTTI SELVAGGE SAREBBERO
    IL NOSTRO LUSSO!

    FUTILI- I VENTI -
    PER UN CUORE IN PORTO -
    INUTILE LA BUSSOLA
    INUTILE LA MAPPA!

    REMARE NELL’EDEN -
    AH, IL MARE!
    SE POTESSI ORMEGGIARE – STANOTTE -
    IN TE! Leggi il resto di questo articolo »

    Perchè studiare ancora il latino?

    ancient bookdsLa domanda ricorre da circa quarant’anni nelle teste e sulla bocca degli intellettuali ma, soprattutto, di studenti e genitori: che senso ha, nell’era dell’informazione, della tecnologia e del “progresso”, studiare una materia polverosa e sostanzialmente “inutile” come il latino? Non sarebbe meglio investire queste energie in attività dal riscontro più immediato per la vita e il lavoro?! L’atteggiamento che sta dietro a queste domande deriva da un’erronea visione della lingua e della cultura classica, qui intesa come “latinorum” sterile e pomposo. Non si considera, invece, che la lingua è soprattutto cultura, in quanto in essa si sedimenta una storia culturale che ancora ci appartiene, e che saperla maneggiare significa essere colti nel senso più alto (ed utile) del termine. Leggi il resto di questo articolo »

    Orazio, l’epicureo inquieto

    orazioQuinto Orazio Flacco (o più semplicemente, Orazio) è uno dei poeti più grandi della latinità: vissuto nel I sec a.C, la sua biografia si intreccia a quella dei grandi del suo tempo, fra cui Cesare (odiato tanto da combatterlo a fianco di Bruto e Cassio), Ottaviano, alla cui corte divenne “cortigiano”, Mecenate, il suo mentore, Antonio e Cleopatra, il collega Virgilio. Il poeta di Venosa raggiunse il culmine della sua produzione con i quattro libri delle Odi, pubblicati fra il 23 e il 13 a.C. e dedicati a Mecenate con l’invito: “Quod si me lyricis vatibus inseres, sublimi feriam sidera vertice” (se mi conterai tra i poeti, con la sommità del capo toccherò le stelle).  Il fascino di Orazio non è cristallizzato nell’antichità: basti pensare alle parole del filosofo Nietzsche, conquistato dal “rapimento artistico” ineguagliabile che, dichiarò, solo la poesia oraziana seppe dargli. Leggi il resto di questo articolo »

    Mario Soldati, tra vita e letteratura

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    Mario Soldati (1906-1999), scrittore torinese, regista, giornalista, uomo di tv, è un nome noto alle generazioni che hanno vissuto il boom degli anni ’60 e l’avvio dell’”era dei media”: oggi che è ormai stato consacrato a classico e si avvia ad entrare a pieno titolo nei programmi scolastici, la maggior parte dei giovani- a differenza dei loro genitori e nonni – non lo conoscono. Eppure Soldati, nel panorama letterario italiano, è una delle figure più versatili e prolifiche ma soprattutto “dalla parte del pubblico”, con una scrittura  dalla critica definita “leggera” nel senso più positivo del termine, ovvero cordiale, accessibile e nitida. Tante le opere che si possono consigliare a chi si voglia accostare alla sua opera: fra queste, in primis sicuramente i romanzi, esponenti di un “realismo dell’incredibile” sospeso tra giallo, introspezione psicologica, sentimentalismo, che si oppose alla “moda del realismo” tradizionalmente inteso del dopoguerra. Ecco dunque qualche titolo: Le lettere da Capri (premio Strega 1954), il trittico A cena col commendatore, L’attore (attualmente a teatro), Salmace.