Mario Soldati, tra vita e letteratura

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Mario Soldati (1906-1999), scrittore torinese, regista, giornalista, uomo di tv, è un nome noto alle generazioni che hanno vissuto il boom degli anni ’60 e l’avvio dell’”era dei media”: oggi che è ormai stato consacrato a classico e si avvia ad entrare a pieno titolo nei programmi scolastici, la maggior parte dei giovani- a differenza dei loro genitori e nonni – non lo conoscono. Eppure Soldati, nel panorama letterario italiano, è una delle figure più versatili e prolifiche ma soprattutto “dalla parte del pubblico”, con una scrittura  dalla critica definita “leggera” nel senso più positivo del termine, ovvero cordiale, accessibile e nitida. Tante le opere che si possono consigliare a chi si voglia accostare alla sua opera: fra queste, in primis sicuramente i romanzi, esponenti di un “realismo dell’incredibile” sospeso tra giallo, introspezione psicologica, sentimentalismo, che si oppose alla “moda del realismo” tradizionalmente inteso del dopoguerra. Ecco dunque qualche titolo: Le lettere da Capri (premio Strega 1954), il trittico A cena col commendatore, L’attore (attualmente a teatro), Salmace.

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