L’estate di Pasolini lungo “La lunga strada di sabbia”

Pier_Paolo_Pasol_4a391692a6c5dA volte anche i telegiornali servono a qualcosa: grazie al TG2, che ha avuto l’idea di ripercorrere il viaggio di Pier Paolo Pasolini compiuto nel 1959 da Ventimiglia a Trieste, sono venuta a conoscenza di La lunga strada di sabbia.
Ma andiamo con ordine: nell’estate di fine anni ’50 lo scrittore, non ancora divenuto regista, parte per il settimanale Successo per effettuare un reportage con il fotografo Paolo di Paolo, che lo accompagnerà in un viaggio alla scoperta di un’Italia in trasformazione e per molti versi già cambiata, l’Italia del boom economico che però stride con i tratti ancora tradizionali ben documentati dagli scatti e descritti dalle parole di Pasolini.
L’itinerario dei due reporter si snoda lungo spiagge, ville, alberghi, strade percorse a bordo di una Fiat Millecento bianca, fra villeggianti piccolo-borghesi ed esponenti del sottoproletariato, yacht ormeggiati e povere case, costumi da bagno e capi coperti. Il vivido spirito di osservazione dello scrittore illumina così gli aspetti naturalistici, storici, culturali e sociologici di un paese dalle molte anime, restituendoci un’immagine poetica e realistica insieme.
Ma l’iniziativa del TG2 non è nuova: già nel 2001 il fotografo Philippe Seclier ha condotto lo stesso viaggio sulle orme di Pasolini, immortalando gli stesso luoghi visitati dal poeta e recuperando degli scritti inediti, che Successo aveva tagliato probabilmente per motivi di spazio.
E così il viaggio di Pasolini, oggi come allora, si pone come una ghiotta occasione di esplorare e documentare spazi e genti assai diversi, alla ricerca del loro mistero.

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