L’ironica poesia d’amore di Michele Mari

michele mariMichele Mari è uno scrittore milanese che tiene tuttora una cattedra di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi; già prosatore di successo (il Corriere della sera lo definì “il più grande prosatore italiano”)nel 2007 è divenuto anche poeta, complice una raccolta di poesie d’amore dedicate alla fantomatica Lady Hawke ed ispirate alla sua biografia. I componimenti, tipicamente “postmoderni”, trattano l’amore e la tradizione letteraria con ironia e intelligenza, sempre sul crinale tra leggerezza e disperazione. E così la storia di un amore impossibile, nato sui banchi di scuola al liceo e destinato a protrarsi per 30 anni, viene narrato attraverso un fitto tessuto di citazioni che costituiscono, spesso, anche una sfida per i lettori. Rimandi che spaziano da Pavese, omaggiato in copertina, a Poe, fino alle favole (“Puntavo sulla paglia o sul legname / ma dei tre porcellini / tuo marito / doveva essere quello in salopette con la cazzuola / perché ho soffiato e soffiato / ma la tua casa/ non è venuta giù”), tutti trattati con la medesima serietà. L’epilogo, come nella migliore delle tradizioni, è senza consolazione, e forse proprio per questo così intenso: “Fedeli al duro accordo / non ci cerchiamo più // Così i bambini giocano / a non ridere per primi / guardandosi negli occhi / e alcuni sono così bravi / che diventano tristi per la vita intera”.

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