Italo Calvino interpreta il Mito di Perseo
Il mito di Perseo, figlio di Danae e Zeus, che sconfigge Medusa attraverso uno specchio, è stato interpretato variamente nel corso dei secoli. Un’interpretazione particolare è stata data da Italo Calvino in una delle Lezioni americane dedicate al tema della Leggerezza. “Per tagliare la testa di Medusa senza lasciarsi pietrificare, Perseo si sostiene su ciò che vi è di più leggero, i venti e le nuvole; e spinge il suo sguardo su ciò che può rivelarglisi solo in una visione indiretta, in un’immagine catturata da uno specchio”. Così scrisse Calvino, istituendo un paragone fra l’eroe del mito e il poeta: l’autore vede nell’immagine di Perseo con lo scudo il rapporto che il poeta e lo studioso letterario hanno con il mondo, dal momento che la letteratura ci comunica la realtà della vita in modo indiretto, ponendo una distanza tra il soggetto e l’oggetto tramite una similitudine, una metafora o un’allegoria. Il lettore che riesce a decifrare e capire il tropo arriva alla realtà con la prospettiva di chi l’ha esaminata da una certa distanza e quindi ha più probabilità di dominarla, proprio come Perseo con la Medusa. Qui risiederebbe l’aspetto quasi “terapeutico” dell’arte, che cura le ferite, ma contemplandole.









