Dal Canzoniere di Petrarca

LII Non al suo amante più Diana piacque (F.Petrarca)
Non al suo amante più Diana piacque,
quando per tal ventura tutta ignuda
la vide in mezzo de le gelide acque,
ch’a me la pastorella alpestra et cruda
posta a bagnar un leggiadretto velo,
ch’a l’aura il vago et biondo capel chiuda,
tal che mi fece, or quand’egli arde ‘l cielo,
tutto tremar d’un amoroso gielo.
Il componimento 52 del Canzoniere petrarchesco si presenta, come si vede, come un madrigale, semplice forma metrica derivata dalla tradizione popolare che consta di 8 versi. L’autore ha tuttavia deciso di ovviare alla semplicità del metro attraverso la complessità sintattica: ci troviamo di fronte, infatti, ad un unico periodo, con un ricchissimo incastro di subordinate, che giungono fino al 6^ grado. Abbiamo così una struttura “a chiocciola”, sottolineata dalla relazione amante-amoroso che si instaura fra il verso iniziale e quello finale, come sottolinea il critico Mengaldo. Tutto ciò costituisce un esempio di quanto sia importante, nell’analisi di un testo, l’assunzione di diversi punti di vista, nonchè delle infinite capacità di variazione delle quali poeti e romanzieri si possono avvalere.



