Archivi per la categoria ‘letteratura latina’
Perchè studiare ancora il latino?
La domanda ricorre da circa quarant’anni nelle teste e sulla bocca degli intellettuali ma, soprattutto, di studenti e genitori: che senso ha, nell’era dell’informazione, della tecnologia e del “progresso”, studiare una materia polverosa e sostanzialmente “inutile” come il latino? Non sarebbe meglio investire queste energie in attività dal riscontro più immediato per la vita e il lavoro?! L’atteggiamento che sta dietro a queste domande deriva da un’erronea visione della lingua e della cultura classica, qui intesa come “latinorum” sterile e pomposo. Non si considera, invece, che la lingua è soprattutto cultura, in quanto in essa si sedimenta una storia culturale che ancora ci appartiene, e che saperla maneggiare significa essere colti nel senso più alto (ed utile) del termine. Leggi il resto di questo articolo »
Orazio, l’epicureo inquieto
Quinto Orazio Flacco (o più semplicemente, Orazio) è uno dei poeti più grandi della latinità: vissuto nel I sec a.C, la sua biografia si intreccia a quella dei grandi del suo tempo, fra cui Cesare (odiato tanto da combatterlo a fianco di Bruto e Cassio), Ottaviano, alla cui corte divenne “cortigiano”, Mecenate, il suo mentore, Antonio e Cleopatra, il collega Virgilio. Il poeta di Venosa raggiunse il culmine della sua produzione con i quattro libri delle Odi, pubblicati fra il 23 e il 13 a.C. e dedicati a Mecenate con l’invito: “Quod si me lyricis vatibus inseres, sublimi feriam sidera vertice” (se mi conterai tra i poeti, con la sommità del capo toccherò le stelle). Il fascino di Orazio non è cristallizzato nell’antichità: basti pensare alle parole del filosofo Nietzsche, conquistato dal “rapimento artistico” ineguagliabile che, dichiarò, solo la poesia oraziana seppe dargli. Leggi il resto di questo articolo »


