Alla scoperta dell’Iliade, la storia delle storie

iliade
C’è una narrazione che, in quanto a valori ed universalità, ci riguarda almeno quanto la Bibbia: si tratta dell‘Iliade, la storia delle storie. Quest’opera, sul cui autore e sulla cui composizione aleggiano non pochi misteri (pensiamo solo alla “questione omerica”), è di fatto la capostipite dell’epica, ma anche del romanzo, ed in generale dell’intera letteratura. In essa troviamo i grandi valori della società arcaica, in primis guerreschi, ma anche il mondo degli dei, impegnati ora a favorire, ora a condannare i mortali, personaggi senza tempo come Achille ed Ettore, momenti di intenso lirismo e pateticità alternati alla furia delle lotte e al sangue dei vinti come dei vincitori. L’Iliade è un’opera imprescindibile, così come Omero è il poeta dei poeti, sebbene la sua figura sia probabilmente solo la proiezione delle personalità e delle voci di molti anonimi cantori. Per quanto riguarda l’Italia, il merito di aver guadagnato questo capolavoro alla nostra letteratura spetta a Vincenzo Monti, poeta neoclassico spesso svalutato e criticato per l’assecondamento del potere, cui siamo però debitori di una traduzione-riscrittura in endecasillabi sciolti di indiscussa grandezza. “Cantami, o Diva, del pelìde Achille l’ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei…”: così inizia l’Iliade montiana, ma anche la storia delle storie, che si apre all’insegna dell’ira per chiudersi sotto il segno della pietas e del pianto.

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